Crollo a Wall Street dopo lo scandalo Cambridge Analytica

Facebook, crollo a Wall Street dopo lo scandalo Cambridge Analytica. Verso l’addio il capo della sicurezza Stamos

Titolo in calo del 6,8% dopo l’inchiesta giornalistica che ha rivelato che sarebbero stati acquisiti illegalmente dati di 50 milioni di utenti del social network. Stamos  dovrebbe lasciare ad agosto: “Ho già cambiato ruolo”. Il Garante britannico per l’informazione vuole perquisire gli uffici della società

MILANO – Ore movimentate per Facebook tra accuse internazionali,  prese di posizione, dimissioni in arrivo e cali in Borsa. La società accusa finanziariamente il colpo dello scandalo dei profili rubati dalla società Cambridge Analytica e il titolo a Wall Street è arrivato a perdere quasi otto punti percentuali in una seduta complessivamente molto negativa per la Borsa Usa. A fine seduta la società di Mark Zuckerberg cede il 6,8%, una perdita che è la più pesante degli ultimi quattro anni, e trascina al ribasso tutto il comparto tecnologico.  Solo la società guidata da Zuckerberg ha perso circa 36 miliardi di dollari del suo valore.

LE PERDITE E I SILENZI DI ZUCKERBERG
Zuckerberg, che detiene il 16% di Facebook, ha personalmente perso 5,5 miliardi di dollari in Borsa, scivolando a quota 69 miliardi, secondo il monitoraggio di Forbes sugli uomini più ricchi del pianeta. Ma il fondatore appare stranamente assente, in prima battuta delegando le risposte ai comunicati e ai suoi sottoposti.

LE VIOLAZIONI PRESUNTE
Cinquantuno milioni i profili di elettori americani – secondo quanto rivelato dall’inchiesta giornalistica del Guardian e del New York Times–  sono stati violati dalla società Cambridge Analytica, quando era al servizio della campagna di Donald Trump per la Casa Bianca, e i dati sono stati usati per influenzare il voto. Un’azione simile sarebbe stata portata avanti anche per influenzare il voto sulla Brexit.

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